
Lo stile homeless, povero, monocromatico, stropicciato (o comunque non stirato) e destrutturato, basato sulla sovrapposizione di capi ed ispirato ai mendicanti newyorkesi che utilizzano un capo sopra l’altro per proteggersi dal freddo è senza dubbio una delle proposte più evidente del Pitti Uomo 2012. Del resto non c’è da stupirsi che se per le donne si propone il pigiama style perchè gli uomini non potrebbero vestirsi da barboni? L’importante è non confondersi con i veri e propri vagabondi, cosa difficile in realtà perchè lo stile homeless proposto dalle grandi firme al Pitti è in realtà un look studiatissimo. Un vero e proprio paradosso spendere tanto tempo e soldi per apparire come chi non ne ha.
Lo stile homeless era da tempo già stato proposto da Marc Jacobs e da John Galliano in Dior ma è solo ora che riesce a trionfare, quale miglior periodo se non quello della crisi che stiamo affrontando? La risposta della moda è proprio questa: quella di uno stile che rappresenta la povertà che stiamo vivendo attraverso dei look apparentemente poveri.
Tessuti naturali come la lana, flanella o tweet e colori sobri come il nero, il marrone, il grigio e il blu rappresentano al meglio l’essenza di questo stile anche se non dobbiamo dimenticarci che sempre di prêt à porter stiamo parlando e quindi i materiali e le rifiniture poco hanno a che vedere con i veri homeless.
Fonte: Moda in tempo di crisi: il trionfo dello stile homeless al Pitti Uomo 2012

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