
La collezione Primavera Estate 2009 di Burberry è ispirata alla natura e ai fiori, proposti sia in stampe, sia in ricami che impreziosiscono e ingentiliscono alcuni abiti particolarmente caratterizzati, facendoli somigliare ai giardini di marzo. E’ la campagna, con i suoi colori e le sue abitudini, a farla da padrone in una stagione dedicata al verde.
I colori variano dal ghiaia al pietra, dal peltro al blu ardesia, dal corteccia al fungo, dal rosa antico al citrino, dal salvia al viola e dal lilla al lavanda. La presenza di tonalità accese rende possibile utilizzare i capi in qualunque occasione.
I tessuti rispondono alle regole dell’out wear, lavati e stropicciati, e variano dal cotone alla pelle fino a un leggerissimo cachemire.
Disegnata da Christopher Bailey, la collezione è fatta di trench, mantelle, cardigan, abiti da tè, gonne a vita alta, pantaloni con vita arricciata, maglie sottili come veli, abiti con decorazioni increspate, cinture e la nuova borsa patchwork di rafia battezzata The Gardener.

La maglieria di seta delavé è stampata con righe tono su tono distorte che scivolano sul corpo, allungandosi su pantaloni dalla forma a carota. Non mancano il popeline di cotone lavato, il gabardine e il lino stropicciato.
Tra gli altri accessori classici spiccano borse decorate con ruche di coccodrillo, pochette di pelle con nastrino nichel opaco, sandali con zeppa con cinturino a forma di T e con lacci incrociati in tela di cotone digradante, ballerine e uno stivale con zeppa spuntato con cinturino al tallone e lacci da gladiatore.
La tavolozza colori delle calzature comprende delicate tonalità di fungo, pietra, ocra, paglia, trench, blu ardesia e prugna.

La collezione maschile mostra un look androgino fatto di blazer invecchiati, cardigan oversize di lana, maglioncini stretti e canottiere larghissime.
Per valorizzare i capi più rappresentativi della sua nuova collezione, Burberry si è rivolta a Mario Testino, che ha ritratto Lily Donaldson, Eden Clarke, Alexina Graham, Emily Hope, Alex Pettyfer, George Craig, Sam Beeton e Richard Wyndham in bucolici scatti d’ispirazione londinese.

0 commenti
Inserisci il tuo commento